Farsi trovare su Google
I nuovi clienti cercano su Google il tuo servizio, la tua località o il nome della tua azienda. E Google indicizza in primo luogo i siti web. Un sito mobile con buoni contenuti può quindi comparire direttamente nei risultati di ricerca.
Un’app si trova nell’App Store o su Google Play, ma solo da chi la cerca lì espressamente. Per conquistare nuovi clienti il sito web resta quindi di regola il canale più importante.
L’ostacolo dell’installazione
Un sito si apre con un clic. Per un’app il cliente deve andare nello store, scaricarla, liberare spazio in memoria e spesso creare un account. A ogni passaggio una parte degli interessati rinuncia.
Superare questo ostacolo ha senso solo se in seguito il cliente ne trae un vantaggio regolare, ad esempio riordini rapidi, prenotazioni di appuntamenti o una carta fedeltà. Per una visita unica quasi nessuno installa un’app.
Costi per due piattaforme e per gli store
Un sito mobile si sviluppa una volta e funziona su tutti i dispositivi. Un’app va invece resa disponibile per iPhone e per Android. Con tecnologie come Flutter o React Native entrambe le versioni nascono da un’unica base di codice, ma vanno comunque testate e pubblicate su entrambe le piattaforme.
A questo si aggiungono gli account negli store: l’Apple Developer Program costa USD 99 all’anno, Google Play chiede una sola volta USD 25. La voce più importante restano però lo sviluppo e la manutenzione continua, che dipendono molto dalla portata del progetto.
Notifiche push, uso offline e funzioni del dispositivo
Qui stanno i punti di forza dell’app. Le notifiche push ricordano gli appuntamenti, segnalano la spedizione di un ordine o informano sulle offerte. Un’app può salvare dati sul dispositivo e continuare a funzionare senza connessione internet, cosa importante nel servizio esterno o in viaggio.
Anche funzioni del dispositivo come fotocamera, GPS o Bluetooth si possono sfruttare più a fondo in un’app che nel browser. Se ai tuoi clienti non serve nessuna di queste funzioni, l’app perde il suo vantaggio principale.
Aggiornamenti e manutenzione
Una modifica al sito è subito visibile a tutti. Una nuova versione dell’app deve prima superare la revisione di Apple e Google e poi va installata dagli utenti, che non sempre lo fanno subito. Per un certo periodo circolano quindi più versioni, e tutte devono funzionare.
Inoltre ogni anno escono nuove versioni di iOS e Android. Le app vanno adattate regolarmente per continuare a funzionare e rispettare i requisiti degli store.
La PWA come via di mezzo
Una Progressive Web App è un sito web con funzioni da app. Si può aggiungere alla schermata Home, può memorizzare contenuti per usarli senza connessione internet e inviare notifiche push. Si trova su Google e non ha bisogno di uno store.
Su iPhone ci sono delle limitazioni: le notifiche push funzionano solo da iOS 16.4 e solo se il sito è stato aggiunto alla schermata Home. Anche l’accesso ad alcune funzioni del dispositivo è limitato nel browser. Per molte PMI la PWA è comunque un primo passo sensato. Se in seguito le esigenze crescono, può seguire un’app che accede agli stessi dati.
Domande frequenti
Che cos’è una Progressive Web App?
Una Progressive Web App è un sito web che si può aggiungere alla schermata Home come un’app. Può memorizzare contenuti per funzionare senza connessione internet e inviare notifiche push. Non si installa da un app store, ma direttamente dal browser.
Le notifiche push funzionano anche senza app?
Sì, tramite il browser. Sui dispositivi Android è possibile con i browser più diffusi. Su iPhone le notifiche push di una web app funzionano solo da iOS 16.4 e solo se il sito è stato aggiunto alla schermata Home.
Cosa costa meno: un’app o un sito mobile?
Di regola costa meno un sito mobile, perché si sviluppa una volta per tutti i dispositivi e non ci sono costi per gli store. Un’app per iPhone e Android comporta costi continui in più per gli account negli store e per gli adattamenti alle nuove versioni dei sistemi operativi. Quanto sia grande la differenza dipende dalla portata del progetto.